abbiamo fatto



 
Deputati PD
 
Home
 

 

   
 
venti mesi in Parlamento per risanamento, equità, sviluppo
 

di Antonello Soro

Presidente del Gruppo parlamentare Partito Democratico - l'Ulivo


 

La XV legislatura è stata breve ma tutt’altro che inutile, anzi, per molti aspetti è stata una legislatura di svolta.
La prima ragione è la costituzione del gruppo parlamentare dell’Ulivo e quindi del Partito Democratico: il gruppo parlamentare più grande del Parlamento italiano, un insostituibile fattore di equilibrio, di competenza, di serietà nella vita istituzionale e politica del nostro Paese.
La decisione di dare vita a gruppi unici nella primavera del 2006 fu una scelta tutt’altro che scontata. Fu una scommessa. Ora possiamo dire che questa scommessa è stata vinta e che siamo orgogliosi del lavoro compiuto. Proprio per questo abbiamo ritenuto che i venti mesi di piena attività legislativa avessero bisogno di essere raccontati e illustrati in modo esauriente. Venti mesi spesi bene, venti mesi spesi al servizio dell’Italia.

Poche legislature, e questa è una di quelle, si legano in maniera inscindibile ad un Governo. La XV legislatura coincide integralmente con il secondo Governo Prodi. Dare compiuta illustrazione delle misure, dei provvedimenti, dei risultati che hanno caratterizzato la vita del governo rappresentava per il nostro gruppo non solo un dovere ma anche un fermo punto d’orgoglio.
Scopriremo allora di aver ereditato un’Italia piantata nella stagnazione con una crescita nel 2005 allo 0,1% e di lasciarla nel 2007 con un + 1,9%: è un dato che non ci accontenta ma ci indica comunque la bontà della strada intrapresa. Non è finita: il rapporto deficit/PIL al 4,1% lo restituiamo in soli due anni al 2%; da un avanzo primario dello 0,4 del Pil siamo passati al 2,9%, una crescita di oltre sette volte.
Due anni per centrare compiutamente i tre obiettivi di legislatura che il Governo Prodi, e con lui coerentemente il gruppo del Partito Democratico, si erano dati non sono né potevano essere sufficienti. Ciò nondimeno è fondamentale che vi sia in tutti la consapevolezza di aver fatto compiere al Paese grandi e significativi passi avanti.
Nelle condizioni date il Governo ha fatto miracoli. Sul fronte del risanamento, come proprio recentemente ha illustrato il “Bollettino della Banca d’Italia”,  siamo riusciti a interrompere in termini reali la crescita della spesa pubblica e questo non avveniva da 25 anni. Nel quinquennio 2001-2006l’aumento della spesa era stato costante sia in termini assoluti che percentuali. Anche sul fronte dell’equità è stata intrapresa un’azione risoluta di perequazione e redistribuzione, collegata però con il recupero della produttività. Sono state implementate misure espansive come la riduzione del cuneo fiscale: più netto in busta per gli operai, più utile netto da reinvestire per gli imprenditori, provvedimenti innovativi sugli affitti, e soprattutto il ritorno ad investimenti nell’edilizia residenziale pubblica. Oggi il problema dell’equità è infatti in gran parte il problema casa. 

Su queste tre direttrici, risanamento, equità e sviluppo, il Gruppo Parlamentare del Partito Democratico è stato convintamente al fianco del governo. Sono stati mesi difficili, sempre contrassegnati dalla precarietà dei numeri al Senato e dal bisogno di estenuanti mediazioni tra le molte parti di una maggioranza eterogenea. Tuttavia, sono state avviate riforme di struttura, penso alle liberalizzazioni, come al mercato del lavoro e al DDL Gentiloni sulle telecomunicazioni che, se non hanno potuto finora dispiegare tutta la loro forza riformatrice, restano come patrimonio di idee e progetti per un futuro che il PD è impegnato e determinato a guidare.
Il cd è pensato quindi per illustrare l’intensa attività parlamentare del gruppo; un’azione non solo di accompagnamento ma di vera e propria promozione e accelerazione delle iniziative riformatrici in discussione, un impegno condotto con una serietà e affidabilità esemplari. Un dato su tutti: i primi quindici parlamentari per numero di presenze in aula sono tutti del Partito Democratico.

Completa, infine, questo lavoro un capitolo speciale ma invero molto istruttivo. Tutti sappiamo le difficoltà, le incoerenze, gli attriti che hanno segnato l’attività politica e parlamentare della maggioranza dell’Unione; molto meno conosciamo i casi e i temi su cui la minoranza della CdL si è divisa, votando in modo disarticolato e contraddittorio. Scopriremo così che anche nel centrodestra, sulle infrastrutture, per esempio sulla TAV, sulle missioni militari e umanitarie all’estero, sulle misure concernenti la disciplina dei rapporti tra informazione e giustizia, in una parola le intercettazioni, sui provvedimenti per la competitività e la concorrenza fino ad arrivare alle politiche comunitarie e in ultimo alla gestione dell’emergenza rifiuti, in quella compagine non è mai stata condivisa una linea chiara, coerente, univoca. È bene conservare questi dati. Ci mostrano forze avversarie solo apparentemente coese ma concretamente divise e paralizzate da veti incrociati. Fanno maturare in ogni lettore la consapevolezza della necessità di una svolta, di un cambio di marcia, insomma di una nuova stagione. Custodiamo questo cd, studiamolo, diffondiamone i contenuti. Ci servirà per entrare da protagonisti e quindi vittoriosi, nella nuova Italia.